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CPU Simulator

Cosa è un CPU simulator? Beh, è un "coso" che simula il comportamento di una CPU

A cosa serve un CPU simulator? Serve a testare i dissipatori, avendo sempre la massima precisione un metro di paragone stabile e costante nel tempo. E' molto utile anche per non mettere continuamente a repentaglio la vita del nostro Hardware con gli esperimenti più strani ;-)

Come si fa un CPU Simulator? BOH!! Non l'ho fatto io e non sarei mai in grado di farne uno! Leggendo questa pagina però potete ottenere tutte le info necessarie. La pagina è stata scritta da Tweester, l'ideatore ed il realizzatore del CPU simulator.

A grandi linee avete capito di cosa si sta parlando, credo.... Un sistema pratico e veloce, ma soprattutto preciso per misurare le prestazioni dei dissipatori con le varie ventole. Costituisce un metro di paragone importante perché fornisce risultati assolutamente costanti per tutte le prove, di conseguenza fa luce in modo chiaro su quali siano i reali potenziali dei dissipatori.

Qui ci sono alcune foto tratte dal sito di Tweester del nostro CPU Simulator, in particolare si nota il socket completamente ricavato dal pieno in alluminio, con all'interno il MOSFET che produce il calore (da notare che l'area che produce calore è grande circa come il core di una CPU) circondato da un elemento in Nylon che simula alla perfezione il package del processore, rendendo molto simili le dispersioni termiche a quelle che si hanno realmente con una CPU. Se fosse stato tutto di alluminio, dato che questo metallo come sapete conduce molto bene il calore, avrebbe contribuito (seppur di poco) a raffreddare il mosfet falsando quindi i risultati che in questo modo hanno invece una VALENZA ASSOLUTA! La prova della bontà dello strumento utilizzato è data dal fatto che confrontando i valori di resistenza termica ottenuti con questo strumento son oin molti casi identici ai valori dichiarati dai produttori.

Il mosfet è protetto sia meccanicamente contro una rottura accidentale della clip del dissipatore, sia termicamente da un circuito il quale stacca l'alimentazione in caso di temperature superiori ai 90°C. Un mosfet, infatti, scaldando come una CPU, si brucerebbe in pochi secondi se non adeguatamente dissipato, pertanto dette protezioni sono indispensabile per uno strumento come questo.

Come è fatto e come funziona.

Ci sono due sonde termiche, un senfu per misurare la temperatura dell'aria all'ingresso della ventola ed un sensore ad altissima precisione (0,25°C che per chi non lo sapesse è un valore di assoluta rilevanza, dato che i termistori comuni arrivano ad avere anche 2-3°C di tolleranza!!!) interno all'elemento che produce calore (il mosfet). Due display sono poi dedicati alle letture di tensione e corrente fornite al mosfet. facendo il prodotto tra i due valori letti, grazie alla nota formula della fisica P=V*I si ottiene la potenza realmente assorbita dal mosfet che coincide con quella dissipata dal dissipatore montato.

Ha un interruttore generale, uno che comanda l'alimentazione del mosfet, un selettore per il voltaggio della/delle ventola/e per farlo variare tra 5, 7 e 12Volt e due potenziometri per la regolazione grossa e fine della corrente erogata. Inoltre tre led informano sull'accensione, sul corretto montaggio del dissipatore e dell'eventuale protezione per OverTemp del mosfet.

Come vengono fatte le nostre prove.

Il carico viene mantenuto costante a 88W, che è la potenza assorbita da una CPU mediamente overcloccata. Corrisponde ad esempio a quella di un Athlon 2000+ overcloccato a 1800Mhz e 1,9Volt. Dopo 12 minuti vengono lette la temperatura dell'aria e quella del Mosfet. 12 minuti sono più che sufficienti per l'apparecchiatura per far raggiungere la temperatura di esercizio del mosfet, con qualunque dissipatore. Dopo 8-9 minuti già il margine d'errore sarebbe inferiore al 3%.

A questo punto, conoscendo le temperature di aria e mosfet e conoscendo la potenza dissipata si può calcolare il coefficiente di resistenza termica:

ResTermica= (T(core) -T(ambiente))/Watt(CPU)

 

 

 

 
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