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Liquid Cooling

Questo articolo è stato scritto da Simone, cliente di ZECD (e non pagato per il presente articolo da ZECD! ;-))  ) per illustrare i pregi ed i difetti del watercooling, il prodotto specifico a cui viene fatto riferimento nel seguente testo è il kit LC1 che trovate nel nostro listino, nella sezione dedicata al raffreddamento a liquido.

 

Nonostante sia sempre stato scettico sul ricorso all’acqua per raffreddare il processore in overclock, mi sono dovuto ricredere viste le ultime tendenze. Infatti siamo arrivati ad un punto nel quale i processori hanno bisogno di dissipazioni di diversi watt per poter funzionare senza dare problemi, e la situazione diventa ancor più critica non tanto in overclock, ma anche all’arrivo della stagione estiva. Intendiamoci, a frequenza nominale non esiste processore dagli spiriti talmente bollenti che non possa essere tenuto a bada da un dissipatore ad aria, e anche in overclock non estremo ci sono ottimi dissipatori in rame che permettono di avere risultati sicuramente dignitosi, ma per chi vuole spremere sino all’ultima goccia il processore finalmente i kit di dissipazione a liquido (acqua e qualche additivo, vedremo in seguito) sono una tangibile realtà dai costi non proibitivi e dagli ottimi risultati. Ho analizzato un kit veramente ben pensato e adattabile alle proprie esigenze (sia di spazio e che dissipazione) e dai risultati molto buoni.

Kit LC1

Il processore deve essere messo a contatto con uno scambiatore termico, all’interno del quale circola il liquido. Tale componente prende il nome di waterblock (wb). Molte sono le forme, pochi i materiale, in sostanza si tratta di un parallelepipedo metallico, cavo, con due fori (entrata ed uscita del liquido) che deve essere fissato mediante una clip al socket del processore o direttamente alla scheda madre. Ci sono wb in rame, altri in alluminio. In genere il rame da migliori risultati, specie se e’ di rame la parte a contatto del processore (la più importante) ma la differenza non è così marcata come ci si potrebbe aspettare. Ad ogni modo, se il vostro budget ve lo permette, preferite wb in rame. L’interno del wb può essere composto da una o più serpentine. Diffidate dei wb nei quali il liquido deve fare troppi giri: le strozzature delle curve limitano la velocità del liquido. La clip che fissa il wb al socket o alla mainboard può avere infinite forme. L’ideale e’ una clip che utilizzi più di due dentini del socket per l’ancoraggio (stringendo troppo, i dentini si possono rompere) anche per bilanciare bene la forza. La clip del kit in oggetto si aggancia appunto solamente a due dentini del socket, tuttavia possiede una ottima dosabilita’ della forza e un punto di pressione preciso sul core della cpu: con un pizzico di buonsenso quindi ogni pericolo e’ scongiurato. A questo punto dobbiamo decidere fra due alternative: tenere la tanica d’acqua oppure fare un circuito “chiuso” . Diciamo subito che la prima alternativa offre risultati migliori, e se dovete raffreddare un peltier e’ anche la piu’ indicata, tuttavia l’utilizzo di un buon radiatore può anche permettere di ricorrere ad un circuito chiuso, senza tanica, specie se, come me, avete problemi di spazio. Ovviamente e’ necessaria una pompa. Non servono portate elevatissime, anzi una pompa molto potente scalda di piu’ ed e’ piu’ rumorosa di una tranquilla, e se al secondo problema si puo’ ovviare mettendo la pompa in immersione nella tanica, il calore prodotto rimane comunque controproducente, specie se la pompa e’ in immersione. Ci mancano ovviamente dei tubi: se quelli in dotazione sono troppi corti, in ogni ferramenta che si rispetti potete trovare tranquillamente tutti i metri che desiderate. Non ci sono particolari controindicazioni ad avere dei raccordi lunghi, anzi piu’ acqua circola nel circuito e meglio e’, ma attenzione: i componenti devono stare il piu’ possibile sullo stesso piano. Basta una piccola salita e la forza di gravita’ si oppone al movimento dell’acqua generato dalla pompa, col rischio di avere acqua calda stagnante.

Il montaggio del kit e’ una fase molto delicata, nel quale sono estremamente necessarie cura e attenzione, nonche’ un minimo di manualita’, intuito, e dimestichezza. Calmi, non serve una laurea in ingegneria, ma ogni piccola inesattezza puo’ essere fatale. Attenzione, mi raccomando. Come molti altri anch’io consiglio di montare il tutto fuori dal pc, di fare andare la pompa per diversi giorni in modo da verificare se ci sono perdite. Non fatevi scrupoli nello stringere le fascette, le viti del waterblock o di mettere nel teflon in raccordi che non vi soddisfano. Tanta cura sara’ premiata, ve lo assicuro. Altri due preziosi consigli. Il radiatore e’ difficile da riempire totalmente di acqua, quindi in fase di riempimento del liquido definitivo (non di prova) agitate energicamente il radiatore, spostatelo in ogni direzione, in modo che anche la piu’ piccola bolla d’aria esca. Idem per il waterblock, e anche per la pompa. Tutto naturalmente con questa utlima in azione. Inoltre se non utilizzerete la tanica, vi consiglio di chiudere l’ultimo raccordo in acqua, a pompa spenta. Sempre in questo caso vi consiglio vivamente l’applicazione di una ventola al radiatore, mentre sconsiglio il raffreddamento di un peltier senza l’ausilio di una ventola sul radiatore. Se siete maniaci, inoltre, potete sempre mettere in cascata due radiatori, ma se avete lo spazio per il secondo radiatore, allora pensate ad una tanica. Sicuramente sara’ una soluzione piu’ economica. Alcuni utilizzano particolari sistemi di raffreddamento dell’acqua come cascate, ecc… Personalmente sono del parere che un buon radiatore piu’ tanica svolgano onestamente il compito, ad ogni modo se avete queste esigenze liberi di fare come credete. Ultima chicca: ho alimentato la ventola sul radiatore con un alimentatore a tensione variabile. Un semplice potenziometro mi permette di variale la tensione da 3 a 12Volt. Quando e’ importante fare silenzio oppure quando la temperatura ambiente si abbassera’, basta un niente per rallentare la ventola. Che liquido utilizzare? Semplicemente acqua distilliata, con in aggiunta alcool e/o liquido per radiatori. Entrambi per due valide ragioni. Non avremo la comparsa di alghe o organismi nell’acqua, inoltre avremo un’acqua non acida, anzi tendente al basico e quindi non corrosiva. Non credo ci siano controindicazioni ad usare totalmente liquido per radiatori, tuttavia le prestazioni saranno le medesime.

Ok, abbiamo montato tutto con cura, abbiamo installato con meticolosa attenzione il kit, non ci sono bolle d’aria nel circuito, ed il wb e’ a contatto con la cpu. Stiamo fissando il pc… l’accendiamo? Yes! Non vi nascondo che anch’io alla prima accensione ero emozionato, sudavo a freddo… Subito sono entrato nel bios, e quando ho visto la temperatura della cpu  non innalzarsi particolarmente anzi rimanere stabile a meno di 37’C ho pensato… “Funziona, ce l’ho fatta!”.

Funziona? Naturalmente, ed ecco la mia esperienza. Inizialmente avevo un circuito con tanica (una bottiglia da 1.5litri) e radiatore poi ho provato ad eliminare la bottiglia e fare un circuito chiuso. Proprio perche’ la differenza e’ stata minima (non superiore a 4/5’C di CPU) sono attualmente in questa configurazione. Il mio fido Tbird con l’ottimo Kanie accoppiato ad una Delta a 1333Mhz, Vcore 1.8Volt, sotto sforzo arrivava sino a 55’C. Nelle medesime condizioni, con il raffreddamento a liquido senza tanica, a stendo toccava i 38’C. Ma la vera sorpresa e’ stato l’overvolt e successivo overclock a 1400Mhz. Neanche 42’C gradi sotto sforzo. Ho provato varie CPU, ma i risultati sono sempre stati ottimi. Attualmente ho un 1.2GHz a quasi 1.5GHz, Vcore 1.825Volt. E sto scrivendo con un Seti in background. Sono a 43’C, ma con una temperatura ambiente piuttosto elevata (condizionatore rotto… sob…).

Concludendo non posso che esprimere il mio totale entusiasmo per il raffreddamento a liquido. Se si vuole esagerare si puo’ adottare una cella di peltier. I risultati saranno migliori, sicuramente, ma incorreremo in due grossi problemi. Alimentazione. Occorre un alimentatore molto potente, meglio forse uno esterno. Condensa. Esistono materiali anticondensa, d’accordo, ma il problema e’ in parte arginato, non totalmente risolto. L’impatto psicologico di un raffreddamento a liquido, non lo nego, e’ notevole. Avere dell’acqua che circola in parti vitali del pc mi rendo conto puo’ sembrare rischioso. Tuttavia se il tutto e’ stato montato con cura e attenzione il rischio e’ minimo, e credo proprio che considerando i risultati e’ sicuramente da correre.

Simone T.

 

 

 
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