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Le ventole sono tutte uguali?
Ovviamente il titolo dell'articolo è provocatorio,
altrimenti saremmo matti a tenerne a listino oltre 20 tipi, no? ;-)
Una differenza che non può passare inosservata tra i vari tipi di ventole
è la dimensione, ma ad occhio nudo si riconoscono anche altre cose che
caratterizzano le ventole: il numero di pale, il senso di rotazione e la
direzione del flusso generato. Alcune che non si vedono immediatamente
invece sono: il rumore generato durante il funzionamento,il numero di
giri/minuto, la portata d'aria il consumo energetico eccetera...
Partiamo dall'analisi esteriore delle ventole.
Materiale
Ormai sono quasi tutte in plastica eccezion fatta per alcune ventole
alimentate a 220V, tempo fa parecchi produttori le facevano in acciaio o
alluminio, ma questo dava origine a costi maggiori rispetto alla plastica
e non vi erano evidenti benefici. Il fatto che ora le ventole siano in
plastica non vuol dire che durino meno o che siano più fragili.
Dimensioni
Sotto i 40mm di diametro al giorno d'oggi le ventole vengono usate solo
dagli assemblatori di componenti per metterle all'interno dei loro
prodotti (ad esempio le ventoline 20x20mm dentro ai masterizzatori, ecc).
All'interno dei pc le misure generalmente adottate vanno invece dai 40 ai
120mm a seconda delle esigenze. Ovviamente a parità di giri/minuto una
ventola di maggiori dimensioni consente uno spostamento d'aria maggiore di
una più piccola. Altrimenti ci sarebbero ovunque ventole da 40mm!! :-). In
linea di massima gli usi che si possono fare con le varie dimensioni di
ventole sono i seguenti:
Ventilazione Chipsets/Schede video: 40/50mm
Ventilazione dissipatori per processori: 60/80mm
Ventilazione aree specifiche della scheda madre o altro: 50/60/80mm
Ventilazione generale del cabinet: 80/92/120mm
Finora abbiamo parlato solo del diametro di una ventola (anche se sarebbe
meglio dire il lato dato che le ventole solo quadrate!) ma tra le varie
ventole cambia anche lo spessore: si va generalmente dai 10 ai 38mm e
l'aumento dello spessore è proporzionale all'aumento del diametro in
quanto in questo modo l'efficienza si mantiene ottimale. Sono rare infatti
ventole 120x120x10mm o 40x40x38!
Le pale
Non si può dire che siano il cuore della ventola ma sono senz'altro uno
degli elementi fondamentali nella progettazione. Il loro numero, la loro
disposizione e la loro forma sono parametri che possono modellare a
piacimento le proprietà di una ventola.
Sono generalmente in numero dispari per questioni di equilibrio dinamico:
abbiamo infatti ventole a 5,7,9 o 11 pale. A dire il vero ne esistono
anche a tre pale, ma sono generalmente rumorose e di grosse dimensioni,
quindi riservate ad usi industriali. Il numero di pale, al contrario di
altri fattori, non varia in relazione alle dimensione ma è esclusivamente
un elemento progettuale, l'unica cosa che posso dire di aver notato è che
generalmente le ventole con molte pale (9 o 11) o sono sottili e larghe
(tipo una 60x60x10mm) o sono di dimensioni ridotte (come quella del
Thermaltake Superorb) oppure fanno un rumore piuttosto elevato. Le pale
devono estendersi per una superficie sufficientemente ampia da investire
una buona quantità d'aria, e devono essere sagomate per penetrare
nell'aria creando la minima turbolenza possibile e generando al contempo
l'effetto di spostamento desiderato
Mini F.A.Q:
D: Se metto due ventole una sopra l'altra ottengo migliori risultati?
R: In generale no!, Infatti due ventole coassiali e ravvicinate devono
essere studiare per lavorare in coppia, altrimenti si rischia che si
ostruiscano a vicenda; oltretutto la ventola più "a valle" sarebbe
costretta a lavorare ad un numero di giri superiore a quelli per cui è
stata progettata a causa del flusso generato dalla prima, il che può
causare danni al motore stesso della ventola. Condizione pressoché
fondamentale perché due ventole lavorino coassialmente è comunque che il
senso di rotazione di una sia opposto a quello dell'altra, pena turbolenze
e forte diminuzione delle prestazioni. Si sconsiglia quindi di mettere due
ventole uguali una sopra l'altra per tentare di aumentare le prestazioni:
aumenterete solo il rumore!
TECNICA
CUSCINETTI
Le ventole possono ruotare su due tipi di cuscinetti, a sfere o a
bronzine. Nonostante sia tradizione comune pensare che le bronzine
facciano più attrito delle sfere e che quindi una ventola su bronzine a
parità di assorbimento sia meno performante di una su cuscinetti, questo
non è del tutto vero, se prendiamo la stessa ventola (stesso motore,
stesse pale ecc...) e la facciamo andare su bronzine invece che su
cuscinetti avremo una differenza di portata d'aria quasi impercettibile:
meno 1-3%. Il rumore prodotto da ventole su bronzine è nella maggior parte
dei casi uguale (a volte addirittura inferiore) a quelle su cuscinetti.
Dove invece le bronzine falliscono è la durata nel tempo: se mediamente
una ventola su cuscinetti dura sulle 60-80mila ore di lavoro, una su
bronzine ne durerà la metà circa, dopodiché le bronzine inizieranno a dare
segni di degrado producendo un rumore anormale. Una ventola su bronzine,
mediamente è molto più economica, a livello industriale, di una su
cuscinetti, in quanto è più veloce da fare e da assemblare.
RPM Monitoring
La maggior parte delle nostre ventole sono dotate di un terzo filo oltre
ai due dell'alimentazione, che serve per portare il segnale tachimetrico (RPM
= Revolutions per minute, ossia giri al minuto). Il segnale
è costituito da un'onda quadra che si ripete due volte per ogni giro che
la ventola compie. Le schede madri predisposte possono leggere questo
segnale e fornire preziose informazioni sullo stato di funzionamento delle
ventole e con appositi programmi si possono impostare allarmi sonori nel
caso in cui una o più ventole scendano sotto una soglia minima di giri al
minuto, questo previene, nella maggior parte dei casi danni all'hardware
dovuti al surriscaldamento.
Potete trovare alcuni di questi software nella nostra sezione
download.
FUNZIONAMENTO
Il principio di funzionamento delle ventole è molto semplice, quasi
banale, e si basa sul fatto che ogni corpo che si muove crea uno
spostamento d'aria. La quantità d'aria spostata varia in funzione della
velocità con cui questo corpo si muove, dalla sua dimensione e dalla sua
forma. Allora se riusciamo a far muovere dei "corpi" abbiamo spostamento
d'aria, e se questi corpi li foggiamo a nostro piacimento possiamo
decidere la direzione e la quantità d'aria che questi spostano ad una data
velocità. Il metodo più utilizzato per mettere in pratica questo principio
è quello di "attaccare" delle pale inclinate attorno ad un asse che viene
fatto ruotare. In questo modo si possono ottenere due tipi di flusso:
radiale e longitudinale: quello radiale è uscente dall'asse di rotazione,
secondo una direzione perpendicolare a questo, mentre quello longitudinale
è parallelo all'asse di rotazione che lo genera. Per chiarirci le idee
possiamo pensare come flusso radiale quello generato dalle grosse ruote
dei battelli a vapore del 1800 (o, a ruoli invertiti si può pensare alla
ruota di un mulino ad acqua), mentre gli esempi di flussi longitudinali
sono notevoli: le eliche dei motoscafi, i ventilatori, le ventole che
vendiamo noi (!!), eccetera...
Come si nota nella vita comune, praticamente tutte le ventole oggi in
commercio sono di quelle che generano un flusso parallelo al loro asse di
rotazione. Questo è dovuto al fatto che le ventole che generano flussi
radiali danno origine a turbolenze e in caso di fluidi a bassa densità
come l'aria per generare un flusso consistente necessiterebbero di regimi
di rotazione altissimi o dimensioni improponibili. In parole povere sono
molto meno efficienti di quelle a flusso radiale!
L'attenzione dei progettisti delle ventole si è dunque rivolta alla
creazione di pale per ventole longitudinali che ottimizzassero la quantità
d'aria spostata e contemporaneamente il rumore prodotto. Da queste
esigenze nascono le ventole con pale più o meno profilate, più o meno
inclinate o con un numero diverso di pale.
RUMORE PRODOTTO
L'equazione è semplice:
- maggior velocità di rotazione
- maggior portata d'aria
- minor cura nella progettazione fluidodinamica |
=> danno, a parità di dimensione un maggiore rumore! |
ovviamente aumentando la dimensione e tenendo invariati la velocità di
rotazione e la qualità progettuale, il rumore aumenta.
Tra due ventole di uguale portata d'aria è quella di dimensioni minori a
fare maggior rumore.
Il rumore si misura in decibel, che a loro volta costituiscono una scala
logaritmica il che vuol dire che 3,5 decibel (dBa) in più equivalgono al
doppio del rumore percepito. Alcuni esempi di rumori sono:
camera anecoica completamente isolata: 13dBa (rumore di fondo)
Quartiere tranquillo di notte: 28-30dBa
Bisbiglio: 30-32dBa
Conversazione normale: 45-55dBa
Strada trafficata: 70dBa
Discoteche: oltre 100dBa
(per legge negli ambienti lavorativi oltre i 90dBa sono obbligatorie
protezioni all'udito per evitare danni gravi e permanenti)
Aereo in fase di decollo: 110dBa
Razzo in partenza da una rampa di lancio: 125dBa
Soglia del dolore e della sopportazione umana: 125-130dBa
PORTATA D'ARIA
L'aria che una ventola riesce a muovere si dice portata della ventola e si
misura generalmente in CFM (Cubic Feet per Minute cioè piedi cubici al
minuto). Ovviamente ad una maggiore quantità d'aria spostata corrisponderà
una maggiore capacità di raffreddare il componente interessato.
Come già accennato parlando a proposito del rumore, la portata d'aria
aumenta all'aumentare delle dimensioni di una ventola e all'aumentare
della velocità di rotazione delle sue pale. Generalmente all'aumentare
della dimensione si diminuisce il regime di rotazione di una ventola in
quanto se così non si facesse il rumore prodotto sarebbe altissimo, gli
assorbimenti di corrente lo stesso e il flusso d'aria prodotto sarebbe
eccedente la richiesta per quell'applicazione. Possiamo vedere infatti
ventole 20x20x4mm che ruotano a 18000rpm e ventole da 120x120x38mm che
ruotano a 1500rpm: ovviamente le seconde avranno una portata (ed un
assorbimento) di parecchie volte più grande delle prime!
Alcuni consigli finali sulla scelta delle ventole e affini:
1. Per un'applicazione scegliete sempre la ventola di diametro più grande
possibile: avrete più aria e meno rumore contemporaneamente.
2. Se avete necessità di una precisa dimensione di ventola sceglietene una
a bassi giri se non avete bisogno di grande raffreddamento, beneficerete
così di un rumore ridotto; se invece quelli che servono sono tanti CFM,
allora optate per una ventola veloce e performante.
3. Se siete in dubbio se mettere o no una ventola su un componente,
mettetela! Aumenterete la sua vita utile! Magari sceglietene un modello a
bassa velocità, ma ricordate che anche 5 soli CFM sono meglio dell'aria
calda e ferma per l'elettronica!
4. Non montate 8 ventole da 120mm nel vostro case per poi lasciare cavi
piatti penzolanti ovunque a rallentare ed ostruire il flusso d'aria.
5. Non mettete ventole a caso nel vostro case (non sempre più ventole =
minore temperatura!), studiate prima sulla carta un percorso da far
compiere all'aria all'interno del vostro case, in modo che ovunque,
all'interno del cabinet, vi sia un ricircolo costante d'aria.
6. Ricordate dalla fisica che l'aria calda va verso l'alto, quindi sono
pressoché inutili ventole che aspirano aria dall'esterno se posizionate
nella parte alta del case: molto meglio metterle nella parte bassa e
girare quelle nella parte alta in modo da far loro estrarre aria calda!
7. Più aria vuol dire più polvere, utilizzate dei filtri per le ventole
che aspirano aria dall'esterno, o comunque sistemateli anche nelle prese
d'aria fresca passive!
8. Se le vostre ventole fanno troppo rumore isolate acusticamente il
vostro case. Prossimamente troverete su queste pagine un articolo su come
fare e su che materiali usare!
9. Abbiamo visto che spesso le ventole ruotano oltre i 4000 giri al
minuto, con punte di oltre 8000rpm raggiunti ad esempio dalla
Delta
EHE 50CFM: a queste velocità le ventole possono procurare lesioni a
varie parti del corpo, raccomandiamo quindi, soprattutto per ventole ad
elevata velocità, l'adozione di griglie metalliche protettive.
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